10/03/2012
tanto tempo
Quanto tempo sarà passato? Non ricordo neanche più. Forse però sfogarmi un pò non mi farà male. Un paio di parole al mondo che mi fa schifo. Una delle mie più care amiche non c'è più, oramai da qualche mese, ma non riesco ad accettare questo lutto. Non passa giorno che non mi fermi a pensarci, a pensare a tutto quello che avrei potuto fare e non ho fatto, a tutto i suoi consigli e le sue parole, al vuoto impressionante che la sua assenza ha lasciato nella mia vita. Provo ancora a chiamare, ascolto la segreteria telefonica del cellulare, invano. Non mi passa il tempo, mi verrebbe voglia di sapere cosa ne pensa di quello che succede, di sapere cosa ne pensa delle mie scelte, di ciò che mi accade. Avrei voluto che conoscesse parti della mia vita, ma non ne abbiamo avuto il tempo e non ne avremo più. NOn riesco a parlare con i suoi genitori neanche al tel, cosa posso dirgli? Come posso rincuorarli se non ci sono riuscita neanche un giorno per me?Mi sento vuota, non sono stata in grado di affrontarlo. Chi è venuto e verrà dopo di lei non saprà mai quanto lei fosse importante per me, quanto avessimo condiviso vivendo insieme e litigando per i turni del pranzo. Sembra strano ma pare che da allora tutto vada male, e a detta di chi mi sta intorno sono diventata pesante, acida e antipatica ancora di più, e di più. Sono frustrata, sono arrabbiata e mi sento così sola, non riesco a dormire la notte e ci ripenso, ci ripenso fino all'alba. Credo che sia difficile da capire ma sicuramente lo è tanto da spiegare. Ognuno affronta i fatti della vita come meglio può, poi ne fa esperienza e condivide e consiglia. Non mi sono servite mille parole, non mi serviranno a fare quel viaggio che non ho potuto fare per andare a trovarla, per andare al suo funerale. E' morta due giorni dopo il mio compleanno, conservo gelosamente il suo ultimo messaggio e lo rileggo ogni giorno. Stava tanto male, forse è meglio così, ma sono ua stronza egoista e non ce la faccio a madarla già. Mi sembra di dover combattere con tutti, in particolar modo con le persone a cui tengo di più, quelle a cui voglio più bene. Vorrei restare accucciata con il cane e basta, ma il cane non è neanche mio. Un'altra notte insonne, alla quale nessuno vuole più dare una spiegazione, dicendo che sono esagerata, che sono drammatica. Ne ho passati di momenti brutti nella vita,sicuramente c'è chi ne ha passati di peggiori, ma non riesco a far fronte a questo dolore, scrivo e mi manca il fiato, mi manca Lauretta, mi manca un abbraccio silenzioso di chi potrebbe fare tanto con poco e nonostante tutto non lo fa. Sono stanca di fare la roccia, davvero esausta di sorridere e tirare avanti, non vorrei dovermi sempre spiegare con chi mi sta vicino e dovrebbe volermi bene. Così sono di nuovo qui, a questa scrivania, alle 2 di notte con il cappotto addosso , un cappotto che non ho tolto tornando a casa dopo aver mangiato con nuovi amici che snocciolano convinzioni sulla mia vita e sulle mie scelte, persone che non hanno niente a che vedere con Laura, che non hanno niente a che vedere con il mo dolore ma che sembrano avere la soluzione alla mia rabbia. Ripenso a lei e sono certa che non li avrebbe presi in considerazione. Così una cosa naturale come la morte mi ha letteralmente sconvolto la vita. Non capisco però perchè non riescano a capirmi quelli che mi vogliono bene, ho riempito la mia vita con lavoro, nuovi studi, nuovi amici, nuovi progetti...ma chi mi conosce da più tempo non c'è. Mi sono riempita così tanto la vita fino ad esaurirmi, come una pila, esaurita a tal punto da perdere i sensi e cadere senza motivo così all'improvviso, come se il mo corpo volesse dirmi che sta mollando, che è inevitabile. E sono ancora qui, con il mio cappotto, gli occhi lucidi, il viso segnato da lacrimoni bollenti, un telefono buio. Sono bloccata e mi sento vuota, vuota e sola.
01:58
Scritto da: enrichetta7
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